Un ginseng con Manuela Angelini: Tarocchi e Introspezione

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#UnGinsengCon

#UnGinsengCon è la mia nuova rubrica. 
Nasce dal desiderio di fare rete, di creare legami e raccontare il buono e il cattivo tempo di chi, come me, viaggia da solo/a col suo bagaglio da freelance.
“Un ginseng con” non parla solo di comunicazione digitale (Dio me ne scampi! 😉 ), ma di Persone.
Persone che hanno piacere di condividere la propria storia, di raccontarsi senza veli, di parlare di come sono arrivate dove sono oggi, di come hanno fatto e soprattutto di cosa anima il loro entusiasmo.
Il tutto davanti ad un ginseng, per ora solo virtuale, ma magari poi ci scappa davvero e siamo ancora più felici!

“Un ginseng con” vuole ampliare la portata sociale dei social, facendo conoscere, confidare e avvicinare le anime belle.
In questo “stare più vicini” sta tutto il senso del mio #SeminaIlBello e di questa rubrica (che spero apprezzerete!).

Oggi partiamo quindi per questo nuovo viaggio, lo facciamo di Domenica perché l’idea è di invitare virtualmente a casa una persona e farci due chiacchiere, proprio davanti ad una tazza di ginseng.
Diamo il via alle danze con una persona speciale, che ho incontrato grazie ai social, e che ringrazio per la sua disponibilità e autenticità: Manuela Angelini.

Manuela Angelini, amica dei Tarocchi

Ciao Manuela, tu ti occupi di evoluzione, spiritualità e crescita personale e lo fai attraverso l’uso dei Tarocchi. Quando hai capito che questa era la tua strada?

“In realtà non l’ho capito subito: i Tarocchi e la lettura delle carte hanno sempre fatto parte della mia vita, un po’ in sottofondo ma c’erano.
Con le amiche dell’Università ci divertivamo a leggerci le carte a vicenda, all’epoca usavamo un mazzo di Piacentine. Anche in seguito non ho mai perso la curiosità per questo mondo, ma ero più una spettatrice: ogni tot mi facevo leggere le carte da qualcuno ed era sempre una bella esperienza. Ne uscivo come ristorata e piena di speranze e buoni propositi.
L’inconveniente era che, anche se mi avevano dato buoni pronostici, poi nella pratica, non sapevo cosa fare affinché effettivamente si realizzassero. Era come se mi lasciassero speranzosa ma appesa… poi passava il tempo e inesorabilmente mi dimenticavo di quello che mi era stato detto.

Da questa sensazione di sospensione e impotenza deriva il mio approccio attuale alla lettura dei Tarocchi, che è sempre orientata al fare più che al pronostico sul futuro; e per chi vuole, c’è anche la possibilità di ricevere una trascrizione in PDF della lettura come promemoria e come punto di partenza per agire. Nei PDF, infatti inserisco sempre consigli, esercizi di coaching o spiritualità e suggerimenti di lettura relativi a quanto emerso durante la consulenza.

Ma tornando alla storia: un giorno, in un momento di crisi lavorativa, mi rivolsi ad una persona per la lettura delle carte. Fu un’esperienza insoddisfacente e lacunosa, che mi lasciò davvero una sensazione di impotenza e di ovvietà.
Da lì, complice, ripeto, la crisi lavorativa e un paio di altre sincronicità, decisi di approfondire lo studio dei Tarocchi.
Lo stesso giorno acquistai il mio primo mazzo e iniziai a studiarlo e a scoprire che il Tarocco è molto di più di uno strumento per prevedere il futuro, anzi, difficilmente lo fa. Più praticavo, più mi rendevo conto delle potenzialità dei Tarocchi: mi stavano aiutando a guardare dentro me stessa, a trovare le rispose in me e non fuori, a fare chiarezza partendo dal mio intuito, a capire, a crescere e ad evolvermi.
Lo trovavo straordinario e da lì è partita tutta la mia avventura.”

 

Perché ritieni che i Tarocchi siano uno strumento così importante per l’evoluzione personale?

“Ritengo che possano assolutamente esserlo se usati in un certo modo, ovvero non per la previsione ma per indagare nel profondo del nostro animo.
Ogni carta presenta simboli e archetipi che vengono riconosciuti dal nostro inconscio, permettendo alla nostra saggezza interiore di emergere.
In questo senso i Tarocchi funzionano come specchi della nostra coscienza: osservando le immagini e dando loro il significato che ha senso per noi, lasciamo che sia nostro intuito a parlarci e a portarci le risposte che cerchiamo. Queste risposte si trasformano in nuova consapevolezza. E quando c’è nuova consapevolezza c’è evoluzione.”

 

Quando li hai presi per mano la prima volta? E cosa hai sentito?

“Ho preso in mano un mazzo di carte e Tarocchi tante volte nella vita, ma, in questa nuova modalità evolutiva e introspettiva circa tre anni fa, in seguito a quel consulto di cui ti ho raccontato sopra.
La sensazione è stata subito quella di avere fra le mani qualcosa di piccolo ma enorme, un gioco sacro, uno scrigno dalle infinite potenzialità, una cosa preziosa. E non mi sbagliavo!”

 

In uno dei tuoi ultimi post blog parli di Vocazione: qual’è la tua e come hai capito quale fosse?

“Credo di averlo capito veramente solo qualche settimana fa, quando, ispirata dal mio arcano del mese, Il Giudizio, che è proprio l’arcano della vocazione, ho fatto un lavoro su questo tema.

Mi è stato molto utile fare un viaggio nel passato, ripensare a tutte le fasi della mia vita, a quello che ho fatto durante ogni fase e, soprattutto, a come l’ho fatto. È stato proprio nel come che ho ritrovato il fil rouge che accomunava ogni cosa. Questo fil rouge era la mia vocazione.
Una stesura di Tarocchi ad hoc mi ha poi aiutato a capirla ancora meglio.”

 

Una domanda più Social: Che rapporto hai con i social e che uso ne fai?
Qual è il tuo modo di vivere il web in generale?

“Uso i social, specialmente Instagram, principalmente per condividere le mie esperienze e riflessioni relative a Tarocchi, vita, spiritualità e crescita personale.
Credo che questo sia un buon modo per dare valore a chi mi segue e al contempo per farmi conoscere, comunicare il mio lavoro e i miei valori. Ammetto di non essere molto costante e di seguire spesso il mio sentire, anche se questo non è strategicamente un buon modo di usare i social per lavoro. Fatto sta che io non li uso solo per lavoro, ma per creare relazioni e tutte le relazioni hanno alti e bassi.

Vivo il web come un’espansione di conoscenze e possibilità. Devo dire che mi ha dato modo di conoscere persone speciali e molto affini a me che, nella vita di tutti i giorni, faccio un po’ più di fatica a trovare.”

 

Un’ultima domanda.
Se dovessi esprimere un desiderio, quale sarebbe?

“Domandona! Non è facile rispondere ma, se facciamo riferimento a quest’anno, i miei desideri sono un fatto pubblico perché ci ho scritto ben due post. In senso assoluto, desidero solo fare la mia parte affinché il mondo diventi un posto migliore, un pezzetto alla volta; e so che se mi pongo in questa prospettiva energetica, l’Universo mi darà molto di più di quanto io possa desiderare. 😉 ”

Grazie Manuela per la sincerità e la tua apertura. Scoprirti per me è stata una bellissima esperienza e spero lo possa essere anche per chi ci legge!

Vi aspetto per il prossimo appuntamento con #unGinsengCon,
Nausica