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9 consigli +1 per una comunicazione felice

9 consigli+1 per una comunicazione feliceL’arte di essere semplici senza essere banali

Per chi è iscritta/o alla mia newsletter (se non l’hai ancora fatto, in fondo c’è un form tutto per te!😉), sa che il focus di questo mese è dedicato ad un’energia potente: l’energia che porta a fare pulizia, ad eliminare il superfluo, a tornare all’essenziale.
E se nel blog post scorso ti ho raccontato come declinarla nel tuo biz, oggi mi voglio concentrare invece sul cosa significa fare decluttering quando si tratta di scrittura.

Ognuno di noi, chi più chi meno, si cimenta quotidianamente con il racconto di sé e del proprio brand online. Lo facciamo sui social, col blog, con la newsletter e lo facciamo per lo più attraverso la scrittura.

I nostri testi, quindi, hanno un compito davvero importante: raccontare chi siamo, i nostri valori, la  nostra Visione, la nostra Missione e la nostra Promessa alle persone che sceglieranno di leggerci.
E allora ti faccio una domanda: in questa giungla di input costanti, di parole che si rincorrono e di immagini che si sovrastano, non credi che chi sceglie di dedicare parte del suo tempo a leggerti vada ricompensato con una scrittura felice?

Io penso proprio di sì e ti spiego meglio.

Una Scrittura Felice

Per arrivare a concepire quella che io chiamo Scrittura Felice, ci sono tanti ingredienti che entrano in gioco: la creatività, la capacità di formulare un pensiero profondo, ricco e mai banale, la capacità di incuriosire, ma ancor prima, le basi, ossia la volontà di scrivere facendo attenzione a contenuto e forma.
Quando scriviamo, quindi, dobbiamo pensare al lettore e dobbiamo lavorare affinché non scappi via appesantito, ma rimanga attratto dalla freschezza, dalla linearità e dalla chiarezza del messaggio comunicativo.
Certo, conta anche l’energia, il carisma, la capacità di essere autorevole nel tuo settore, ma più di tutti, conta il rispetto e scrivere bene, credimi, è anche una questione di rispetto.

Come fare allora per avere  una scrittura “rispettosa”, pulita, chiara ed efficace?
Per rispondere a questa domanda, ci viene in soccorso Italo Calvino che, in Lezioni americane, affronta temi come leggerezza, semplicità ed esattezza nella scrittura.
Innanzitutto, per Calvino la scrittura per essere efficace è bene che sia semplice. Dove Semplice non sta per banale, ma al contrario, è la scelta comunicativa che ci permette di arrivare al nostro interlocutore senza inciampare nel fraintendimento.
Molto spesso i due concetti vengono sovrapposti, ma tra semplicità e banalità c’è una grande differenza: la semplicità riguarda la forma o, meglio, l’espressione del nostro discorso. La banalità, invece, riguarda il suo contenuto.
Il Consiglio che ne consegue, quindi, è curare la forma di modo che sia semplice e allo stesso tempo il contenuto, di modo che non sia mai banale.

Se il contenuto è semplice, allora sì, parleremo di banalità; ma se la forma è semplice allora ecco che stiamo parlando di chiarezza, efficacia, essenzialità.

Ma come fare nella pratica?
Massimo Birattari, in “È più facile scrivere bene che scrivere male”, ci dice che la semplicità è la base della scrittura che desidera davvero comunicare.
La qual cosa si traduce nel cercare di scrivere ricordando di non dare nulla per scontato, di usare parole semplici e di andare incontro al bisogno di chi ci legge.

Sembra scontato?
Non lo è ancora per molti a quanto pare, e a me che scrivo per mestiere, capita spesso di lavorare a testi di siti web di professionisti che vorrebbero barricarsi dietro un linguaggio formale e distaccato solo per paura di sembrare troppo alla mano e di perdere autorevolezza.
Ma davvero l’autorevolezza di un professionista sta nel formulare frasi complicate e inaccessibili al suo destinatario o oltre la paura c’è anche il desiderio di porsi ad un livello più alto rispetto al proprio pubblico? E tutto questo atteggiamento, non crea distanza invece di avvicinare?

Se consideriamo che la comunicazione dovrebbe creare la relazione, capisci bene, che è nella semplicità la chiave di volta.

Montaigne ha detto: la parola è per metà di colui che parla e per metà di colui che ascolta. In questa frase è nascosto tutto il senso del comunicare: la bidirezionalità è alla base dell’intezione comunicativa e se non teniamo da conto dell’altra metà del processo, abbiamo perso in partenza.

Come comunicare, allora, con semplicità, e senza essere banali?
Mettendo attenzione in quello che scriviamo e nel contenuto.
Facendo sì che quest’ultimo non sia mai banale, ma porti con sé un messaggio da recapitare al cuore del nostro lettore.
Scrivendo con esattezza. La ricerca della parola giusta, come suggerisce Calvino, ci garantirà la comprensione e la buona riuscita della nostra comunicazione.

Consigli per una comunicazione che crea la relazione

Ed ecco, per concludere, alcuni consigli pratici che riprendono l’energia del mese: fare chiarezza, pulizia, tornare all’essenziale.

  • scrivi testi pensando sempre alla persona a cui vogliamo che arrivino

  • fallo in modo semplice, curato, attento

  • usa parole semplici, frasi lineari, nomi concreti

  • non perderti in parole desuete e poco comprensibili

  • non scrivere periodi troppo lunghi (ma frasi di 20/25 parole massimo)s

  • sta attenta/o all’uso della punteggiatura: una frase con la punteggiatura scorretta può cambiare completamente il suo significato

  • scrivi come se stessi parlando ad un bambino, così da abituarti a spiegare il tutto in modo chiaro e comprensibile

  • Al momento della scrittura, in prima battuta, lavora di getto, ma poi torna sul testo con calma per rileggerlo, revisionarlo, limarlo, tagliare quello che è superfluo o ridondante e portarlo all’essenziale

  • E infine rileggi sempre tutto ad alta voce per ascoltare che suono e che ritmo ha.

Fatto tutto questo, lavora alle parole, alla ricerca dell’esattezza, alla ricerca costante di puntualità e di ricerca. Perché è lì, in quella parola, semplice, chiara, perfetta che abita la profondità, non nelle strutture retoriche o nei paroloni desueti e incomprensibili.
È lì che è insita la cura per il lettore, e la carezza che possiamo regalargli.

Il jazzista Charles Mingus ha detto: “Rendere il semplice complicato è il luogo comune. Rendere il complicato semplice, stupendamente semplice, quella è creatività”.

Settembre 12_2019