Consigli per freelance: seguire la ciclicità

Consigli per freelance: seguire la ciclicitàIn questo mese, dopo tanto costruire, ho sentito il bisogno di fermarmi.

L’ho scritto su Instagram, nella newsletter di ottobre (a proposito, se non sei iscritta a Semi di Bello 🌱puoi farlo da qui ) e oggi lo faccio anche sul Diario di Bordo.
Il senso di questa condivisione non è per ammorbarti con il mio viaggio introspettivo, ma per fare di una riflessione personale uno sprono per te che mi segui e mi leggi con affetto.

Nella newsletter di ottobre, ho fatto riferimento all’energia del mese. Un’energia legata al silenzio, alla lentezza, all’introspezione, alla ricerca di solitudine e di quiete.
Perché ha senso seguire l’invito di questa energia intimista e così autunnale?

Perché, soprattutto se sei una freelance, e desideri che la tua attività cresca, non puoi pretendere di chiedere sempre il massimo da te stessa, perché prima o poi ti sentirai svuotata, priva di energie e senza stimoli. E questa sicuramente non è la condizione migliore perché il tuo business spicchi il volo.

Il paradosso del Fare senza Fare

So che sembra un paradosso, ma a volte per fare è necessario fermarsi, mettere i remi in barca, scegliere scientemente di non fare.
Cosa significa? Che se davvero vogliamo crescere come persone e come imprenditrici, per prima cosa dobbiamo imparare a rallentare, ad accogliere la quiete, a stare senza fare e in questo apparente letargo del Non Fare, piantare i primi semi di una rigogliosa fioritura.🌱

D’altronde non sai anche tu che anche il fiore più bello e il frutto più rigoglioso hanno bisogno di tempo e di quiete per arrivare a sbocciare e, successivamente, maturare?

Il mio consiglio, quindi, seguendo la nostra più antica Maestra di vita, La Natura, è assecondare i suoi ritmi, i suoi cicli e ascoltare il suo invito alla lentezza, all’intimità e alla quiete.

Se sei una freelance, non puoi proprio farne a meno, perché quando avrai finito di lavorare per i tuoi clienti, in realtà, ti attendono mille altre attività: pensare al piano di marketing e comunicazione, scrivere blog post, scattare le foto per il blog e per i social, editare il tutto, scrivere la tua newsletter, intessere relazioni di fiducia con le persone che ti seguono, interagire con loro, pianificare tutti i blocchi di lavoro, organizzare il tempo affinché tutto questo sia possibile, trovare nuovi clienti (possibilmente proprio quelli per cui sogni di lavorare) e pensare anche a fatturazione e a tutto il mondo della burocrazia.

Sicuramente mi sarà sfuggito qualcosa, ma siccome mi gira già la testa ( e credo anche a te 😉 ) direi che mi fermo qui, anche perché, dopo il tuo business, o meglio, prima di tutto questo, ci sei tu.
Ci sei tu con i tuoi bisogni, i tuoi interessi, le tue passioni, la cura di te stessa e quella per le persone a cui vuoi bene.

Come vedi per chi è libero professionista, oltre alle ore di attività prettamente lavorativa, c’è molto altro. Come fare allora per vivere una vita felice e non a rischio di born-out?

Pianifica e rallenta

Il mio consiglio è:

  1. considerare tutte queste attività come lavoro 
  2. scriverle tutte, di modo da averle sott’occhio e inserirle in un planning che comprenda tutto (vita privata, incombenze, pause, lavoro effettivo)
  3. inserire prima i giorni di pausa e di riposo e poi riempire il resto con le varie task e sotto task
  4. dedicare ad ogni attività il giusto tempo
  5. mettere poche attività al giorno per evitare di essere sopraffatte dall’ansia
  6. ma, prima di tutto, mettersi in ascolto dei segnali del nostro corpo e, se ne avvertiamo il bisogno, cancellare dal nostro planning le attività che avevamo pianificato, riprogrammarle con un po’ di sana elasticità e fare spazio alla morbidezza di una coccola per sé.
  7. Fare spazio al non fare, all’otium e al silenzio.

Il silenzio a cui mi riferisco non è un silenzio triste, spento, sterile, ma il silenzio gestazionale della vita intrauterina. Un buio avvolgente e fertile, un silenzio vivo, che apre le porte alla presenza e in cui sentirsi al sicuro.
È lì che potrai ritrovare te stessa, la tua verità, la tua vera essenza, il tuo potere rigenerante e accogliere  la visione illuminata e saggia che ne deriva.

Se percepisci il bisogno di rallentare, asseconda Il ritmo lento delle stagioni, entra in sintonia con l’energia dell’autunno, smetti di giudicarti con frasi come sto perdendo tempo, perché in questo modo, ne stai guadagnando!

Dedicarsi del tempo per rigenerarsi, infatti, farà bene a te stessa e alle tue energie e di conseguenza a tutto il resto: la tua felicità, le persone che ti stanno a cuore e il tuo business (ne ho parlato anche qui)

Per rinascere con piena consapevolezza, per rigenerare le tue energie e canalizzarle nella maniera più funzionale, dobbiamo dare spazio alla cura di noi stesse, metterci al primo posto, dedicarci l’attenzione che meritiamo.

Seguire la ciclicità

Per assecondare i cicli e l’energia della quiete autunnale, il mio consiglio è di fare due cose: ritagliarsi dei momenti di self-care, ma anche dei momenti in cui fare il punto su cosa è stato, su quanto hai costruito.

  • prenditi due ore tutte per te
  • leggi un libro con della musica di sottofondo e una tisana
  • fatti un bagno caldo
  • vai in palestra
  • fai una passeggiata in natura
  • sorseggia il tuo tè preferito
  • fai quello che più ti piace e ti fa stare bene

Oltre a questi momenti di puro benessere, ti suggerisco di ritagliarti degli spazi in cui chiederti con cognizione di causa cosa hai fatto negli ultimi mesi.

  • Prendi un quaderno dedicato e ripercorri mese per mese tutto quello che è successo, quello che sei riuscita a costruire e fai il punto sulla tua vita, sulla tua attività, su dove sei oggi e dove vorresti arrivare domani e infine quali paure ha isuperato e quali sono ancora lì a fare capolino.
  • Chiediti cosa ti porti dietro da tutte le esperienze fatte, positive e negative che siano (c’è sempre da imparare anche da quelle!).
  • Chiediti cosa sei riuscita a costruire nel tuo biz e soprattutto valuta se ci sono sentori che ti indicano di raddrizzare la rotta, puntare su nuovi obiettivi.

Se così fosse, questo momento di quiete può essere ottimale proprio per attendere che dall’energia del non fare, vengano fuori nuove idee creative per la tua crescita professionale e, una volte avute, prenderti il tempo, con calma, per metterle in fila e farle diventare un progetto realizzabile.

Fatti tutte queste domande e prepara il bagaglio di esperienze, vissuti, competenze, strategie, idee, che ti porterai dietro per affrontare il futuro e lascialo lì, sull’uscio, pronto per essere imbracciato nel momento in cui, con rinnovata energia, ti sentirai pronta per riprendere il cammino.

Diario di Bordo, Ottobre 24_ 2019