Blocco creativo? 10 spunti per far fiorire le tue idee

Blocco creativo? 10 spunti per superarlo e far fiorire le tue ideeOggi affronto un tema spinoso, ma anche abbastanza familiare per chi, come me, vive e lavora con le parole: il blocco creativo, anche detto ansia da pagina bianca.

Blocco creativo cos’è?

Sei sempre un fiume di parole, una mano con una penna prima ancora di essere corpo-intero, magari nel tempo hai anche capito cosa fare per non farti scappare via le idee attrezzandoti in modo opportuno, manco fossi il rambo della scrittura creativa, eppure a volte ti blocchi.

Qualcosa ti impedisce di scrivere, di pigiare quei maledetti tasti sulla tastiera o di scarabocchiare in modo indelebile i fogli del tuo prezioso taccuino.
Magari passi ore davanti al pc, ti alzi, ti sgranchisci le gambe, ti risiedi, provi a concentrarti togliendo le notifiche del cellulare e niente: le parole non vengono.

Ti risiedi sulla sedia, scrivi 2 righe, le cancelli, riscrivi altre 3 parole e le guardi di sghembo, manco ti avessero seviziato il gatto.
Allora di nuovo ti rialzi, metti su un caffè o un tè, fumi una sigaretta, riprendi il cellulare in mano e rispondi ad un messaggino e poi ci riprovi. Niente.

Ti rimetti davanti al tuo nemico numero uno: la pagina bianca.
Sei fermo/a lì, la pagina word intonsa ti guarda, ti fa ciao ciao e pure un sorrisino (un misto tra un sorriso compassionevole e un ghigno: libera interpretazione! 😉 )
Ecco, questo è quello che definisco blocco creativo: non a paroloni, ma nei fatti.

Cosa fare per ritrovare creatività?

Se anche tu sei vittima o sei stata vittima di questo piccolo persecutore invisibile, ti consiglio di sederti davanti a queste poche righe e provare a vedere se ti possono essere d’aiuto.
Premetto: non ho mai amato le formule definitive e questa non ha assolutamente la presunzione di esserlo, ma sicuramente è scritta a cuore aperto, partendo dalla mia esperienza personale.

La prima cosa da fare, a mio avviso, è chiedersi: da dove arriva questa paralisi creativa? Perché mi sento bloccato/a? Cosa mi frena?

Io ad esempio mi sono accorta che possono entrare in gioco più variabili, e conoscerle può essere utile.

  • La prima è la mancanza di spunti o di idee e di norma è la più semplice da superare.
  • La seconda è una robina un po’ più complicata e in psicologia prende il nome di Sabotatore interno 

Conosciamolo meglio!

Il primo sabotatore della tua creatività sei tu

Conoscere il sabotatore che c’è in te, dargli un nome e un cognome, sentire e riconoscere la sua voce quando ti parla, parlarci davanti ad un caffettino e stabilire chi comanda potrebbe essere molto utile.

Il sabotatore interno è una voce silenziosa, spesso non messa a fuoco, che lavora in modo subdolo.
Tu non te ne accorgi spesso che è in piena attività, ma lui lavora zitto zitto, quatto quatto, h 24 e se non lo imbavagli, è capace pure di fare gli straordinari.
Il sabotatore interno è un virus: si insinua senza che tu ne abbia piena consapevolezza e ti colonizza le sinapsi, lasciandoti inebetito/a davanti alla frustrazione del vuoto creativo. Ma non è che tu non hai più idee, o non sei più in grado di scrivere, è semplicemente che lui ha lavorato bene e tu l’hai lasciato fare.

Cosa fare quindi?

Personalmente io ho imparato a riconoscerlo. Quando lavora, anche se cerca di muoversi in silenzio, io lo tano subito e lo stoppo.
Di solito lo puoi riconoscere perché si presenta come una vocina flebile che vaga nella testa e ripete frasi tipo “non ne sei capace” , “scrivi cose banali” “ma perché non hai fatto altro nella vita?” …

Se ti è capitato di percepire questa vocina, limitante, paralizzante, diciamo pure un po’ stronz*, ecco che hai avuto a che fare con il nostro amico immaginario, che poi tanto immaginario non è.

Mi spiego. Molto probabilmente quella vocina è una voce reale che tu hai introiettato nell’infanzia: probabilmente ha un nome, un cognome e pure un viso a cui associarla, (madre, padre? Spesso figure educative importanti particolarmente severe e poco indulgenti).
Ecco: quella voce lì, nel tempo, tu l’hai introiettata, l’hai fatta tua, facendole prendere addirittura la tua voce.  Per questa ragione, ora, fai fatica a riconoscerla.

Il primo passo, quindi, sta nell’intercettarla, notare quando e come agisce, darle il nome e cognome originario e dirle: “Cara vocina direi che io e te non abbiamo niente da condividere, quindi sarei lieta che tu te ne uscissi dalla mia mente e mi lasciassi respirare felice.”
Questa è una modalità, poi ce ne sono anche di più strong, ma lascio a te la libertà di trovare la tua strada! 😉

Una volta fatto questo passo, vedrai che inizierai a sentirti molto meglio: se prima ti tormentavi ad ogni parola scritta, la smetterai di farlo e sentirai che il processo creativo riprende a fluire.
Se ti giudicavi, magari paragonandoti ad altre persone che stimi, ma non in modo costruttivo (per prender spunto e crescere) ma per giudicare il tuo modo speciale di essere e non legittimarti ad agire, ecco che forse ora ti sentirai più capace di entrare in contatto con la vera/il vero te e di lasciarla/o fluire fuori liberamente.

Abbassa le aspettative e legittimati ad uscire fuori per quello che sei, lascia andare i giudizi e semplicemente scrivi, butta giù, magari sulla carta per iniziare, senza pensare al risultato finale. Tu inizia.
Mettiamo un bel bavaglio al nostro sabotatore interno e diamo il via alla creatività!

Fai fiorire le tue idee: 10 azioni pratiche per risvegliare il processo creativo

Una volta fatto questo (e credimi, è il primo passo da fare) ora possiamo ragionare di altro.
Per far fiorire le tue idee, dare spazio alla creatività e trovare le parole giuste per superare il blocco creativo, ci sono varie soluzioni pratiche.
Te ne racconto 10 che io uso abitualmente.

1. Praticare la gratitudine.

Penserai, questa è matta, che cosa c’entra la Gratitudine con la scrittura?
Magari niente, secondo me moltissimo.

Prova! Se pratichi la gratitudine ogni giorno, ti accorgerai che ti fa sperimentare una vibrazione positiva fin dalle prime ore del mattino, perché ti fa apprezzare il bello che abita le tue giornate e ti fa sentire positivo/a, produttivo/a, felice, e la felicità è un potentissimo stato d’animo al servizio della creatività.

 2. Praticare yoga e/o meditazione

Bastano 10 minuti al giorno di queste pratiche che sono legate a filo stretto con quella della gratitudine, per centrarsi, sgomberare la mente da pensieri limitanti, negativi o di rimuginio, recuparare buone energie e sentirsi a proprio agio con sé stessi (e con la propria tastiera 😉 )

3. Fare una passeggiata, lunga, lenta e in solitaria, in mezzo alla natura.

Nell’ottica di risvegliare il pensiero laterale, l’immaginazione e le connessioni sinaptiche, questa pratica ci viene molto in aiuto, perché respirare profondamente, immettere dentro immagini belle, fa funzionare meglio la mente creativa e aiuta a ritrovare ispirazione.

4. la quarta via: il journaling

Il journaling è una pratica molto bella e consiste nell’avere una sorta di diario personale, tanto meglio se cartaceo, dove scrivere quotidianamente pensieri e annotazioni,  a mo’ di flusso di coscienza.
Il flusso di coscienza lavora in modo profondo perché è a contatto con la mente superiore, quella dell’immaginazione e supera di gran lunga i limiti della mente razionale.
In questo modo, riattiviamo i processi immaginativi che sono collegati al superamento del blocco creativo.

5.  Coltiva lo stato d’animo positivo: la quinta mossa ammazza blocco creativo

Se hai un’idea, un progetto, vuoi scrivere un articolo di blog, stai lavorando alla campagna testuale di un brand o che so, oltre a misurare le azioni da fare e da progettare passo dopo passo, prova a coltivare la fiducia. Fiducia in te stesso/a, nel progetto su cui vuoi lavorare, nelle tue capacità creative.

Oltre a queste prime cinque azioni, che sono generali e valgono per tutti coloro che si occupano di creatività, poi ce ne sono alcune che sono propriamente legate alla scrittura.

Le cinque buone abitudini contro l’ansia da Pagina Bianca

  1. Se di solito scrivi al pc, prova iniziando a buttare giù idee usando carta e penna
  2. Se normalmente scrivi sulla tua scrivania, prova a cambiare posto
  3. Se hai un’immagine in testa, traducila in parole, o senti che voce ha, cosa ti sta dicendo, di solito parla e da quelle parole può avere inizio il tutto
  4. Butta giù la prima idea che ti viene in mente: una parola, uno schizzo, una frase e poi parti da lì. Spesso da un piccolo input possono seguire grandi idee
  5. Nella prima stesura di un testo, non revisionare: lascia perdere gli errori di battitura o le omissioni, procedi, lascia fluire e lascia scorrere le mani. Tutto quello che può essere corretto, limato, aggiustato, ampliato, approfondito, può attendere il passaggio successivo.

Di pratiche utili, anche più intense e profonde, ce ne sono molte altre, ma mi riservo di parlartene in un’altra occasione.
Intanto mi auguro di essere stata un po’ utile e di aver fatto circolare un po’ di good vibes!  😉

Aprile 24_2019