Cosa tiri fuori dalla borsa? Ovvero, come stare sui social senza perdere la faccia

Come abitare i Social senza perdere la faccia: cosa tiri fuori dalla borsetta

Oggi ti parlo di un tema che mi sta molto a cuore: come stare sui social senza scadere nell’eccesso di esibizionismo e vivendo il mezzo con rispetto per sé stessi e per gli altri, magari sfruttandone al meglio le sue potenzialità.
Il titolo parla chiaro: cosa tiri fuori dalla borsetta?
Che intendo? Te lo spiego subito.

Prova ad immaginare di essere ad un convegno pubblico. Ci sono tantissime persone, molte delle quali, per ovvi motivi, non ti conoscono e tu non conosci loro.
Ora immagina di essere chiamata/o sul palco e che il relatore ti inviti a tirare fuori 5 oggetti personali dalla borsetta (per gli uomini, dalle tasche o dal borsello, insomma ci siamo capiti! 😉 ).
Non hai molto tempo e devi decidere in fretta quali siano gli oggetti da tirare fuori e quali tenere rigorosamente nascosti (pensa a qualcosa che ti imbarazzerebbe mostrare in pubblico).

Ecco. Immaginati lì sopra, gli occhi puntati addosso e tutta l’attenzione su di te. Hai tirato fuori i tuoi 5 oggetti e ora tieni gelosamente custodita sotto l’ascella, manco fosse una baguette francese, la tua borsetta per evitare che nessuno possa sbirciarci dentro.

Ora, prova a pensare che stare online significhi salire su quel palco, con una piazza volendo molto più affollata di quanto sia quella del convegno, perché non ci sono solo 1000 persone, ma una platea potenzialmente molto più ampia.

I social non sono un luogo privato, non lo sono affatto, altrimenti non si chiamerebbero social. E allora, come mai a volte capita di trattarli come tali?
L’esercizio di immaginazione che ti ho proposto è pensato appositamente per permetterti di sentire l’imbarazzo che si può provare quando si è esposti, così da farci entrare dentro alla dimensione reale dei social, quella pubblica.
Te l’ho proposto perché se siamo consapevoli che i social sono pubblici, forse prima di tirare fuori cose particolarmente private o parole di cui poi potremmo pentirci, ci penseremo un po’ di più, o magari ci metteremo più attenzione, che è già un ottimo risultato.

Social per tutti: consigli utili per stare online

Nel mio lavoro di consulente per la comunicazione online, ho spesso notato che molte persone ne fanno un uso privato, mostrando parti di sé che in altri contesti non oserebbero mostrare. E forse dimenticano che il mezzo è proprio caratterizzato dal fatto di essere aperto alla condivisione e al pubblico.
Per tale ragione, credo sia bene partire da un paio di considerazioni.
La prima è aver ben chiaro in testa che i Social sono piazze pubbliche. Che possiamo, sì, impostare una privacy per ogni post pubblicato, ma che non sempre è così sicura e che potrebbe essere violata facilmente.
Va da sé che, per motivi di sicurezza, sarebbe meglio non pubblicare:

  • foto della propria casa
  • riferimenti chiari sul dove abitiamo
  • Geolocalizzazioni o Registrazioni
  • Foto che ci ritraggono alla scrivania con carte, documenti o schermi del pc che potrebbero contenere dati personali, nostri o di esterni
  • Foto di documenti come patente, carta d’identità o passaporto
  • foto delle chiavi di casa o dell’auto

L’idea è quindi quella di riflettere bene su cosa stiamo facendo prima di mettere informazioni private online.

La seconda, è stare attenti ai contenuti che pubblichiamo, sia a livello di immagini che di parole. Quello che mettiamo online non può essere cancellato e, se si fa una ricerca, appare su Google.
Fai un esperimento: digita il tuo nome e cognome sul motore di ricerca e vedrai seduta stante quante informazioni compaiono su di te: foto, immagini in cui si è stati taggati e non ultimo pubblicazione fatte proprio sui social network.

In Tienilo Acceso, Vera Gheno e Bruno Mastroianni invitano a fare questa prova, proprio per prendere consapevolezza del proprio Curriculum di Google. Visto che non tutti ne sono consci, è bene provare a fare la ricerca proprio per rendersi conto di quello che gli altri possono trovare su di noi se ci ricercano online.

Come ti sentiresti se venissero fuori immagini, foto o parole di cui non vai particolarmente fiera/o?
Immagina di aver pubblicato o ti abbiano taggato in una foto dove sei particolarmente alticcia/o, e magari è accompagnata da parole non adatte: quelle cose possono essere rintracciate facilmente da un potenziale datore di lavoro e potrebbero compromettere la buona riuscita di un colloquio.

Seguendo questa onda, gli autori di Tienilo Acceso consigliano anche di verificare i tuoi ultimi 5 post e chiederti:

  • Mi rappresentano davvero?
  • Esprimono violenza?
  • Che immagine danno di me?

Come affermano gli autori di questo libro, che consiglio vivamente di leggere, dobbiamo tenere a mente che, volenti o nolenti, siamo personaggi pubblici, e che quindi è bene tenere acceso il cervello! 😉

Social per i genitori: come stare sui social senza fare figure barbine coi propri figli e non farli vergognare di voi!

Per la stessa ragione descritta sopra, se sei genitore hai una doppia responsabilità: quella verso te stessa/o e quella verso i tuoi figli.
Quando pubblichi, chiediti sempre: Cosa penserebbe o come si sentirebbe mio figlio/a se potesse leggere questo post? Si vergognerebbe di me? Proverebbe imbarazzo? Mi vergognerei io? Che messaggio gli sto dando? Che tipo di esempio sono per lui o lei?

Queste semplici domande, possono aiutarci ad orientarci meglio al momento della pubblicazione di un post sui social e magari a fare una scelta più assennata.
Oltre a questo primo aspetto, ce n’è un altro che a me sta molto a cuore: pubblicare o meno le foto dei propri figli.
Siamo sicuri di voler mettere a nudo la loro intimità? Abbiamo il loro permesso in merito?
E, se sono piccoli, siamo sicuri che quello che pubblichiamo senza che loro possano esprimere il loro parere, sarà un giorno di loro gradimento, o possa addirittura finire nelle grinfie di qualche brutta brutta brutta persona?

Penserai che sono esagerata, ma credimi, non è così.
Non voglio fare la bacchettona del caso, ma vorrei far ragionare sulle responsabilità che come genitori abbiamo e da cui non possiamo esimerci. Per cui vi racconto un fatto.
Ci sono genitori che pubblicano su Instagram le foto del loro bimbo nudo o seminudo mentre fa il bagnetto e lo fanno condividendo quel post con hashtag che sono spesso seguiti proprio dai pedofili.

Siamo sicuri di volere davvero questo? Di esserne pienamente consapevoli e di conseguenza pronti ad accettare le conseguenze di quel gesto (spesso fatto involontariamente)?

Se così non fosse, ossia non siamo sicuri di tutte le conseguenze che un post potrebbe mettere in moto, soprattutto se riguarda al sicurezza dei nostri figli, io ti invito a non pubblicare quell’immagine e dire ciao ciao al nostro ego desideroso di un pugno di like in più. (mi ci metto in mezzo pure io, sia chiaro! 😉 )

Tornando quindi all’esercizio immaginativo del Cosa tiro fuori dalla borsetta proviamo a tenere a mente l’imbarazzo, la sensazione di nudità o il desiderio di privacy e proviamo sempre a riflettere prima di pubblicare qualsiasi post: basta poco, che ce vo’? (cit.)

 Social per freelance: consigli utili per chi li usa come strumento di personal branding e promozione della propria attività

Se poi dei social ne fai un uso professionale, legato alla tua attività da freelance o da imprenditore/trice, vale tutto quello detto sopra, ma ci aggiungerei qualcosa in più.
In questo caso, infatti, probabilmente si parte già dalla consapevolezza che dobbiamo farne un uso più attento, e questo potrebbe metterci al riparo da alcuni scivoloni, ma c’è un ma.

A volte, condizionati dall’idea di mostrare il lato più professionale, si rischia di impostare una comunicazione un po’ standard, magari un po’ freddina e stantia, che non arriva e non coinvolge il nostro pubblico di riferimento.

Nell’ottica di fare personal branding o di fare promozione al proprio lavoro, infatti, a volte si rischia di creare una comunicazione monocorde che vede solo NOI al centro di tutto e, nei casi peggiori, puntare tutto sul Compra qui, compra lì, guarda qui che offertone ecc…
Ovviamente sto esagerando per enfatizzare e far saltare all’occhio l’errore, ma proviamo a mettere a fuoco meglio.

A mio avviso, quando si lavora alla comunicazione per la propria attività, in particolare quando siamo liberi professionisti e dietro quei post ci siamo proprio noi, è bene che venga fuori anche il nostro lato più umano.
Se dietro ad un business non traspaiono i valori di riferimento su cui fonda la sua attività, il rischio è di non toccare le corde emotive e di non riuscire a coinvolgere le persone.
Per questo motivo, se sei alle prese con la creazione della tua comunicazione sui social rifletti su:

  • Hai una strategia comunicativa?
  • Hai immaginato chi sono le persone a cui ti sta riferendo? (Che caratteristiche hanno, che valori hanno, che scelte fanno?)
  • Qual è la missione della tua attività e su quali valori si fonda?

Far arrivare tutto questo grazie ad una comunicazione curata, attenta, congruente, coerente e autentica, farà sì che le persone possano identificarsi a livello emotivo, e che questo crei e consolidi nel tempo la relazione di fiducia che è premessa di ogni passo successivo.
Non si vende solo perché diciamo compra questo, guarda che meraviglia quest’altro: questo tipo di marketing ormai ha fatto il suo tempo (e per fortuna aggiungerei io!)
Oggi si vende parlando al cuore delle persone, arrivando a cogliere e rispondere al loro bisogno, che non è solo materiale, ma anche e soprattutto valoriale e identificativo.

Potrei continuare oltre, ma mi fermo qui che sennò vado fuori tema e poi la maestra (che mi legge sempre) mi mette 5! 😉

Quindi per concludere, la regola aurea quando siamo online è: ricordiamoci sempre dell’immagine della borsetta, pensiamo prima di postare e seminiamo il bello con contenuti di cui essere orgogliosi.

Maggio_17