Il pensiero laterale vive a testa in giù. Cos’è e come allenarlo

Come allenare il pensiero laterale | Nausicaa Social Web Spesso si pensa che solo i grandi creativi siano capaci di immaginazione, di pensieri geniali, fantasiosi e fuori dagli schemi, ma in realtà il pensiero laterale è una prerogativa di tutti gli esseri umani, solo che alla stregua di un muscolo, funziona di più e meglio quando è allenato.

Ma cos’è il pensiero laterale?

Il primo a parlarne fu lo psicologo maltese Edward De Bono il quale, oltre a dargli un nome, lo definì come una forma di pensiero non lineare.
In pratica, secondo De Bono, il pensiero laterale è una forma di ragionamento che non segue la via battuta del pensiero verticale, a cui è abituato il nostro cervello, ma cerca percorsi inediti, fuori dagli schemi, non lineari, appunto.
Che significa?
Che se normalmente per risolvere un problema usiamo la logica e arriviamo da A a C passando da B, col pensiero laterale, andremo a solleticare delle parti del cervello più legate alla sfera dell’immaginazione, dell’intuito, tali per cui troveremo soluzioni originali, innovative, creative, per cui, per arrivare a C potremmo passare da Z, da Q o da R.

Per queste sue caratteristiche, il pensiero laterale è flessibile, fluido, veloce, originale e fuori dagli schemi.

Hai presente McGyver, il famoso risolvitutto dell’omonima serie tv fine anni ’80?
Beh, lui a mio avviso era un grande pensatore laterale perché riusciva a trovare sempre soluzioni originali a situazioni apparentemente irrisolvibili.

Ero piccola, ma quello che ricordo era che ad un certo punto della puntata, l’eroe si trovava in grave difficoltà e il nostro, armato solo della sua buona dose di intuito e creatività, riusciva a trovare sempre la soluzione e a uscire fuori dal pericolo.

Come ci fa notare De Bono ne “Il pensiero Laterale”, a posteriori, la soluzione trovata può apparire semplice, lineare, quasi scontata e spesso le persone tendono a ripercorrere i passaggi che possono aver portato a quell’idea seguendo il pensiero verticale (logico-matematico).
Ma il punto è che il processo che ha condotto alla soluzione risolutiva e geniale, pur nella sua semplicità, è frutto della luminosità del processo laterale: come a dire che il nostro McGyver di turno è andato ad esplorare altre zone del pensiero.

Qual è il suo più grande beneficio?

Che mentre il pensiero logico-lineare ci porta ad una soluzione univoca, quello laterale fa viaggiare la nostra mente in luoghi inesplorati e ci conduce ad un numero di soluzioni ben maggiori, ma soprattutto ci permette di non essere mai banali.

Questo uscire fuori dagli schemi è il segreto per cui il pensiero laterale è così prezioso sia nella vita di tutti i giorni che nel lavoro, a maggior ragione se si fa un lavoro creativo.

Ad esempio, nel mio lavoro uso il pensiero laterale frequentemente.
Durante le consulenze 1:1 perché di fronte ad una difficoltà, ad un dubbio o ad un blocco sono tenuta a mettere in campo, non solo tutte le mie competenze tecniche, ma anche la creatività per dare voce alla soluzione più efficace per quel business o per quella specifica situazione specifica.

Non solo, un altro ambito in cui è mio prezioso alleato è nel processo di Naming.
Durante il processo di Naming (creazione del Brand Name per un’attività, per un prodotto o servizio), il pensiero laterale la fa da padrone.

In quel caso, le fasi del processo creativo sono più complesse e vanno dalla ricerca, all’analisi della concorrenza, alla strategia (come ci posizioniamo, che valori trasmettiamo, che promessa facciamo) alla preparazione, all’incubazione, alla creatività vera e propria (associazione di idee) e alla verifica.
Ma senza il mio prezioso alleato, mancherebbe la parte più creativa e felice di questa nuova vita!

Visto che per chi lavora con la creatività è uno strumento molto utile, oggi ti parlo di alcune idee per tenerlo attivo e allenato.

Come attivarlo

Come fare per attivarlo?
Per attivare il pensiero laterale è importante distaccarsi dall’unica soluzione che in principio sembra possibile e reperire intuizioni, spunti ed elementi che esulano da una catena logica troppo rigida.

Per riuscire a farlo, personalmente, utilizzo delle tecniche di meditazione.
La meditazione mi consente di distaccarmi dal pensiero logico e dai pensieri secondari e di entrare in connessione con la parte più intuitiva di me.
Questo apre la porta al processo creativo.

Queste forme di presenza piena scardinano completamente le normali funzioni cerebrali: si riesce ad entrare in una forma contemplativa della realtà grazie a cui aprirsi alla luce di una visione più alta e dare spazio alla creatività.
Una tra le forme meditative più utili per attivare la creatività è la posizione Yoga della Candela o del mettersi a testa in giù.
Stare con il corpo capovolto, permette in primis il cambio di visione, di punto di vista e di prospettiva e, a seguire, l’arrivo di nuove idee.

Alcuni esercizi utili

Un altro modo per attivare il pensiero laterale è tenerlo allenato, proprio come fosse un muscolo, grazie ad esercizi ed indovinelli, giochi di parole.

1. Ad esempio, prova a scrivere un breve testo in cui usi queste 3 parole:
Dormitorio, Amare, Testata.
Devi provare a usare la creatività per connettere le 3 parole (apparentemente scollegate) in un unico pensiero di senso compiuto. Potrebbe essere anche una piccola storia.

2. Ora fai lo stesso, ma con queste: Mare, Gatto, Correre

3. Un altro esercizio per sviluppare il pensiero laterale, molto valido anche per avere nuove idee per il biz è questo.

Prendi 4 parole casuali.
Comincia dalla parola più semplice e poi prosegui passo dopo passo verso la più complessa.
Immagina di far crescere un’impresa.
Come potrebbe farlo utilizzando queste 4 parole come se fossero delle fasi?

Spiega le 4 fasi di crescita e la loro fattibililità.

Infine, se ti va di divertirti e tenerti sempre in allenamento, ti consiglio il testo “Buona Idea” sempre si De Bono: è ricchissimo di esercizi per mantenere allenata la creatività.

 

Considerazione finale

Sapevi che negli esami propedeutici alle scuole primarie in Giappone danno proprio degli indovinelli per valutare il pensiero laterale?
Questo ci fa capire quanto nella nostra società sia sopravvalutato il pensiero verticale, a scapito di quello laterale e quanto, invece, sarebbe importante provare a promuoverne lo sviluppo: significherebbe abituare le persone, fin da piccole, ad essere più aperte, più creative, più originali, ma soprattutto, capaci di trovare soluzioni innovative e inedite!

Diario di Bordo, Dicembre_19_2019